lunedì 20 novembre 2006

Senza titolo


"ore 22.34 nella mia camera che per onestà dovrei chiamare cella.


che dire, è strano dividere un appartamento con persone che si conoscono da poco. càpita di essere soli più spesso di quanto si potrebbe immaginare.
ciò avviene in particolare durante la sera. visto che mi annoio e non ho niente di meglio da fare proverò a descrivere la situazione.
siamo tre flatmates: io, di cui non è necessario dire granchè - o forse anzi di sicuro lo è però questa non è la sede adatta se no poi inizieremmo ad aprire e una e due e tre e mille parentesi. l'ideale sarebbe avere la possibilità di pubblicare sul blog questo scritto immediatamente ma purtroppo qui nella cella non ho internet e quindi mi tocca aspettare sino a domattina quando andò in biblioteca. dicevo c'è io detto chef, poi c'è piero detto pedro un trentatreenne di ravenna credo che lavora in un ristorante come un mulo per 3,50 pounds all'ora e si ciba di riso radici bacche licheni a parte gli scherzi è davvero messo malo, pasti che definire frugali è un'approssimazione per eccesso.
l'altro giorno mentre stirava la camicia gli è scappato il ferro da stiro manco si trattasse di un gatto selvatico e si è ustionato braccia e torace che ora sono a strisce viola, che risate. a parte la dieta assurda dettata da ristrettezze economiche è in gamba. poi c'è sandra detta sandroski una ragazza serba molto diligente ordinata pulita che alle nove e un quarto di solito sparisce si blinda in camera e chi s'è visto s'è visto. oggi le hanno regalato una vera TV e quindi ciao, credo che la rivedrò tra un mese
di solito c'è una sorta di meeting prima che lei si dilegui: stiamo tutti e tre in cucina, davanti a una tazza di tè, a prendere in giro pedro che si ciba di pan carrè imbottito di crackers o al massimo maionese. oppure un hamburger mezzo crudo. lei parla poco e sparisce così velocemente che quando non la si vede per più di 10 minuti è matematico, è andata a dormire.
il motivo del mio soprannome, chef, è dato dal fatto che ogni volta che pedro mangia le sue cagate io sto cucinando qualcosa che abbia un aspetto decente.
è davvero difficile crederci, ma neanche nelle serate più pallose della mia vita mi è successo mai di essere a letto a quest'ora, anche se bisogna precisare che qui

1. o mi siedo sul letto

2. o esco dalla cella visto che in questa stanza posso mettermi solo sul letto

3. o sulla moquette, ma che schifo

4. ok potrei andare in cucina, ma per stasera ho già guardato i panni girare nella lavatrice a sufficienza

oggi lo stimolo di scrivere è nato dal fatto che ho il raffreddore, o, meglio, è nato dal fatto che avendo in naso tappato devo tenere la bocca aperta per respirare, e tenendola aperta mi sono accorto che, sovrappensiero, ogni tanto parlo da solo, penso e il mio pensiero esce dalla bocca senza che io me ne renda conto. dopo un po' mi sono accorto di tutto ciò e ho iniziato a realizzare che stavo parlando. in particolare stavo pensando alla spesa che ho fatto ieri ed elencavo i possibili piatti che mangerò nei prossimi giorni

pasta pizza pollo. eccetera

e qui ti chiedo, se non hai perso la pazienza e stai ancora leggendo, chiunque tu sia:
ti càpita mai di parlare da solo? magari mentre sei in macchina fermo in coda al semaforo, o mentre cammini e sei in ritardo e devi allungare il passo oppure diluvia e sei senza ombrello e cerchi un modo per sfogare il tuo disagio.

se la risposta è sì allora abbiamo qualcosa in comune.

se la risposta è no vuol dire che in questi ultimi due anni sono invecchiato di dieci anni.

bello scrivere col computer sulle gambe, peccato non abbia la tastiera retroilluminata.
mi viene in mente la sindrome di tourette, che si manifesta in gesti incontrollati o monologhi ad alta voce in mezzo alla strada. ho letto di questa patologia su un libro scritto da uno psicologo - era un psicologo? - e qui mi è successo più volte di incontrare persone che si comportano proprio così. ad esempio ieri sera ho visto una vecchia mezza cinese che alla fermata del bus parlava animatamente da sola, ma a lungo, tipo mezz'ora, dopodichè ha sputato alla grande per terra ed ha ripreso il suo monologo ad alta voce. e io pensavo o meglio

credevo di pensare

ma che cazzo dici vecchia pazza parli da sola te sei fuori fatti rinchiudere, sì certo come no
se non fosse che a mia volta esprimevo i miei commenti e il mio pensiero usciva dalla mia bocca senza che io me ne rendessi conto: probabilmente qualcun'altro mi avrà notato e avrà pensato che i pazzi erano due: la vecchia cinese e il ragazzo che la guardava. quando mi sono accorto di parlare ho chiuso la bocca ma ormai era troppo tardi: ok, io muovevo solamente le labbra, non sbraitavo, ma è innegabile

parlavo da solo.

facci caso la prima volta che ti càpita


buonanotte
buongiorno"

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