mercoledì 15 agosto 2007

Il temporale



Ecco a voi le nuove avventure dei nostri inviati messicani.
Ancora una volta i nostri eroi sono alle prese con dei disagi..


Una delle primissime cose che impari andando in montagna e la rapidità con cui può cambiare il clima, quando velocemente una bella giornata si trasforma in una non esattamente tale.
Mi ero decisamente dimenticato di tutto questo mentre con il nostro scooter noleggiato domavo i tornanti con il piglio di un pilota navigato(più o meno). Quando sulla strada del ritorno mi sono reso conto che le nuvole si erano addensate minacciosamente era ormai già troppo tardi, ho cercato di guadagnare piu terreno possibile ma il temporale ci ha inghiottiti....45 minuti da paura, pioggia fitta e grossa che mi sbatteva in faccia, il motorino arrancava sulle salite ed ero già completamente fradicio quando siamo arrivati nel cuore del temporale: le gocce facevano troppo male per essere solo acqua e tuono e fulmine erano decisamente troppo ravvicinati....paura!
Il freddo era notevole ma ad un certo punto sembrava di essere entrati in un frigorifero, mi guardo intorno ed i bordi della strada sono bianchi, pieni di minuscoli chicchi di grandine. Mi consolo pensando che abbiamo evitato di prenderli tutti in testa. Da dietro Erika mi stritola con le gambe, si starà gelando e starà maledicendo me e la mia ossessione per le gite fai da te.
Facendo ricorso all'esperienza accumulata negli anni del mitico Phantom riesco a non schiantarmi nonostante la strada sia un fiume di acqua e alla fine arriviamo fradici ma con quel senso di euforia che ti lascia la sensazione di averla scampata.
Ragazzi, attenti ai temporali in montagna!
Tandava


Creel (piccola cittadina in montagna) offre escursioni organizzate e tour nei vari paesini indigeni, su e giù dalle varie montagne arrivando fino nel cuore di uno dei canyon piu profondi al mondo. Noi cosa scegliamo....naturalmente di andare in giro da soli!
Il primo giorno 22 km in bicicletta e il secondo giorno, per riposarci, decidiamo di noleggiare un motorino e di percorrere quasi 100 km tra le valli. Per chi non lo sapesse questo periodo dell'anno è caratterizzato da piogge e temporali che nel pomeriggio si abbattono su quasi tutto il Messico.
Nuvole nere si avvicinano, si scontrano, tuoni, lampi e tanta tanta acqua. Direi che e stato proprio tutto ciò ad accompagnare il nostro viaggio di ritorno in motorino: Nuvole che parevano sfiorarci, lampi che cadevano a qualche metro di distanza e tuoni da far venire la pelle d oca.
Cerchiamo di procedere, o meglio, imploriamo il motorino di non lasciarci a piedi....il vento contro , la pioggia fitta ed obliqua pareva trafiggere le parti scoperte dei nostri corpi ( ah si perchè avevamo un impermeabile che ci aveva dato il noleggiatore il quale aveva però tralasciato le informazioni su un probabile temporale)...ma noi resistevamo, dovevamo uscire dal temporale il prima possibile..............
Erika

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venerdì 10 agosto 2007

Il progetto dell'Ingegnere






Non c'e' che dire, il viaggio di Erika e Tandava procede tra mille problemi. Come avete letto, i problemi sono per Tandava naturalmente...




Ci lasciamo alle spalle il mare e tagliamo in orizzontale il messico, per farlo e' a nostra disposizione l unica linea ferroviaria riamasta attiva, il mitico ferrocarril Chihuahua al Pacifico: 39 ponti e 86 gallerie distribuite su 655 km, 16-18 ore per percorrerli.
la supersonica velocita' non deve stupire visto che la linea e stata inaugurata nel 1961 (da allora non deve aver subito grosse modifiche) e progettata da un ingegnere pazzo. Ora, l'aggettivo pazzo e' comodamente applicabile alla maggior parte degli ingegneri di mia conoscenza ma questo lo era forse di piu' e, sovrattutto, qualcuno gli dava l'opportunita di realizzare le sue idee. Il nostro ing. aveva il pallino delle esplorazioni e durante una di queste aveva individuato un luogo per fondare una citta', citta' basata su una struttura sociale utopistica, fondata sullo scambio e non sul denaro. Lo Stato messicano gli diede la possibilita' di portare avanti il progetto che ebbe notevole successo, forse troppo visto che gli abitanti si dimostrarono tanto laboriosi da creare attivita fiorenti che spinsero poi la citta ad inserirsi nel normale sistema economico. L Ing. non la prese bene e per consolarsi progetto' il Ferrocarril e riecco che il Messico, non potendo certo tirarsi indietro dal realizzare un idea strampalata, diede il via ai lavori. Certo e' che il risultato e' qualcosa di meraviglioso, il treno viaggia seguendo la linea piu logica possibile per attraversare una serie di canyon divisi da pareti scoscese e rocce frastagliate, il panorama e' in continuo mutamento, ho passato le 8 ore della prima tappa con la testa e mezzo busto fuori dal finestrino.....sono arrivato a destinazione con gli occhi incartapecoriti dall aria ma sazi come non lo erano da tempo!
Se vi capitera' di venire in Messico non lasciatevi sfuggire l occasione di vederlo.

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L'assalto frontale




Heyla...come va la vitaccia? Sono tornato ieri sera dall'Olanda e mi accorgo di essere stato un po' latitante ultimamente.

Come al solito non fatevi illusioni, non si trattava di un viaggio di piacere, ma della solita sfacchinata di lavoro. Orari ristretti, treni e aerei da prendere, niente divertimenti, insomma, la solita situazione ai limiti dello sclero totale.

Comunque ieri pomeriggio finalmente sono riuscito a controllare la mia mail e mi sono trovato 24 nuovi messaggi.

Tolti la quindicina di spam, le 5 o 6 newsletter di compagnie aeree varie, le 2 o 3 newsletter minchione di musica, vestiti e quant'altro a cui sono abbonato, e' rimasto solo un messaggio interessante, ossia i nuovi resoconti messicani dei nostri inviati.

Il tempo stringe per i due fortunelli che si trovano nel paese a me noto per la siesta, speedy gonzales (ariba ariba andale andale) e il traffico di droga. Un po' come dire che noi italiani siamo pizzamandolinopastamafia.

Bando alle ciancie, questa volta i post sono due, per cui...buona lettura.


Notte afosa, luce spenta, nel dormiveglia si insinua l'odiato ronzio metallico del nemico assetato di qualche goccia del tuo sangue che contraccambiera' con un prurito fastidiossimo. Nasce una battaglia fatta di agguati su entrambi i fronti, dentro e fuori le lenzuola, tra luce accesa e spenta.
Questo e' il tipo di battaglia per cui sono stato addestrato ma non e questo che ho dovuto fronteggiare nell afa tropicale di San Blas.
Tramonto mozzafiato, l'orizzonte e un quarto del cielo con le sue nuvole sono completamente incendiati, io me ne sto a mollo nell'acqua calda dell'oceano e a bocca aperta mi godo lo spettacolo. Come tutti i fuochi anche questo, ad un certo punto, si spegne e io esco dall'acqua, sovrapensiero, ed ecco che accade l'inaspettato: il nemico si abbatte su di me con ferocia inaudita, e' un attacco frontale, nessuna strategia. Batto in ritirata mentre mi spruzzo negli occhi dell insettifugo (autan). Il tutto dura al al massimo un minuto il tempo di allontanarsi dalla zona calda. La disfatta e' pesante, le loro perdite sono redicole, io accuso una cinquantina di pustole di cui almeno 10 enormi in faccia.
Una domanda mi assilla, perche io sono ridotto come un brufolosissimo quindicenne mentre Erika ha forse 2 punture?
comunque prendo un antistaminico e mi riempio di crema......via da San Blas.

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sabato 4 agosto 2007

La relatività delle distanze e del tempo



Finalmente nuovi aggiornamenti dal viaggio in Messico dei nostri due desaparesitos o come cavolo si scrive. Quello che si dice un viaggio on the road...

Il camion, meglio noto come autobus, è la costante di questo viaggio visto che la rete ferroviaria sembra essere rimasta, per motivi che non conosco, solo un abbellimento per il paesaggio.
Autobus di prima classe con cui viaggiano turisti e ceto medio messicano o autobus in cui sei l'unico viso pallido in mezzo agli indios. Camion con l'aria condizionata per cui rischi una broncopolmonite e camion in cui la temperatura già tropicale dell 'esterno acquisisce qualche grado e qualche punto di umidità. Ci sono quelli con televisione e bagno e quelli con l'immancabile vetro crepato e qualche buco sul fondo da cui, dopo svariate ore di marcia, cominci a pensare di poterla fare.Comunque sia ci hanno scarrozzato attraverso periferie cittadine, piccoli villaggi , pianure coltivate a mais, su per i rilievi montagnosi, attraverso fiumi, cactus e territori sorvegliati dal volo degli avvoltoi.....fino a quando ci siamo avventurati lungo la costa dello stato del Michoacan. 231 km di strada, tempo di percorrenza...circa 7 ore. Dopo grossi calcoli e con il supporto dell'archeologa compagna di viaggio sono giunto a stimare una velocità media di percorrenza di 33 km/h.
La strada si sviluppa e si districa lungo la geografia complicata della costa attraverso un muro di vegetazione impressionante. Anche considerando l'umidità che rende l'aria talmente densa da garantire un pessimo coefficiente di scorrimento, ci si mette comunque troppo tempo. Deve esserci un altra ragione, tipo un grosso campo magnetico, perchè qui il tempo ha subito un notevole rallentamento generale.
Su tutta la costa ci sono un paio di villaggi e sparsa qua e la qualche capanna. Ci siamo fermati a Maruata, una baia incantevole...inutile descriverla. Quello che vale la pena dire è che i locali non sono per nulla entusiasti della presenza degli stranieri, ti affittano amache e capanne ma ti trattano con un filo di disprezzo. A proposito un vecchio ci ha detto che la costa del Michoacan è un posto pacifico, come la sua gente, che ognuno può tirare un amaca da un albero all'altro ma che i visitatori stanno diventando troppi.
N.B. Saremo stati al massimo 10 stranieri!

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martedì 24 luglio 2007

Il caos,il caos e la vendetta di Moctezuma...



Riporto il primo post dei nostri inviati in Messico, Tandava e Erika:

Dopo aver attraversato un oceano ed essere approdati all' areoporto di un altro continente ci si aspetta di essere spogliati, palpeggiati, passati ai raggi x e quant'altro....in Messico no! Qui, dopo una rapida occhiata al passaporto, è il caos a prendere in mano la situazione: ti metteno davanti ad un totem con un grosso bottone che sei invitatao a schiacciare: se il totem si illumina di rosso ti aprono la valigia se diventa verde puoi tranquillamente importare mitragliatori, droga etc...stranamente il totem mi ha detto si.
Dopo il caso il caos di una citta fatta di bancarelle, urla, maggioloni verdi, edifici enormi e gente, gente, gente...
non che il caso qui non faccia la sua parte visto che è appunto un caso se la cattedrale metropolitana se ne sta ancora verticale! Essendo Citta del Messico costruito su un lago bonificato il terreno non è il massimo in quanto a solidità e gli edifici assumono angoli di inclinazione degni della Torre di Pisa!
E la vendetta di Moctezuma?
Piccola premessa: Citta del Messico era la capitale dell'impero Mexica ( Azteca) e ricordarlo a chiunque ci vada si trova, a pochi passi dallo Zocalo, quel che rimane del Templo Mayor, ai tempi una piramede alta 45 metri sulla quale venivano praticati i principali rituali religiosi. Al di là dei vari significati che i Mexica attribuivano alla cosa venivano in pratica strappati i cuori alle vittime sacrificali che venivano poi buttate giu lungo la scalinata.
Li i corpi venivano eventualmente decapitati, squoiati, tagliuzzati.
Insomma, uno spettacolo terribile per i cristianissimi spagnoli che giustamente decisero di ammazzare il maggior numero possibile di mexica e di ridurli in schiavitù.
Ora, la cosa non è andata molto giù ai messicani che hanno un' attaccamento orgogliosissimo alle loro origini.
E la vendetta di Moctezuma?
Moctezuma era il tlatoani (re-sacerdote) sconfitto con l'inganno da Cortez e pare che tutt'oggi scagli la sua rabbia sugli stranieri costringendoli a rapide e frequenti fughe verso il bagno piu vicino.... nemmeno io devo essere risultato molto simpatico a Moctezuma!!!

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